Luigi Trevisi
Plateau de Valensole, France

Blog

Guida all'acquisto della prima fotocamera digitale


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INTRODUZIONE

Avendo studiato informatica e lavorando come software developer, spesso mi viene chiesto: “Ho un problema con la stampante, potresti dare un’occhiata?”. Passati i primi secondi di turpiloquio interiore, poco dopo mi ritrovo con Google di fronte, il messaggio d’errore copiato e incollato e la speranza di trovare qualcuno su Internet con lo stesso problema e una soluzione pronta all’uso.

Da quando mi sono appassionato al mondo della fotografia, cambia la domanda, ma la scena si ripete allo stesso modo: “Vorrei iniziare a fare foto, che macchina fotografica mi consigli?

La risposta breve é “non lo so, non esiste un modello ideale per tutti!”

Capisco che questa risposta può sembrare un pò troppo generica e probabilmente anche scoraggiante per chi non sa nemmeno da dove iniziare. Ma c’é una buona notizia: piuttosto che perdersi in un mondo di sigle incomprensibili e tecnologie dalla dubbia utilità, sarebbe meglio porsi le giuste domande per capire di cosa hai veramente bisogno.

In questo articolo ti mostrerò quali sono le caratteristiche che ritengo importanti quando si compra una macchina fotografica per la prima volta. Cercherò di mantenere il livello tecnico quanto più semplice possibile, questo perché avrai tempo per imparare quando avrai la tua macchina fotografica. Quello che più importa adesso é decidere cosa comprare! Quindi, senza perdere altro tempo, andiamo a cominciare!


TRASPORTABILITÁ

Set of vintage and new cameras

Durante i corsi di fotografia che ho tenuto e parlando con altre persone in possesso di reflex, ho spesso sentito frasi come “la mia fotocamera é troppo ingombrante, non me la porterò mai in viaggio”. Niente da obiettare, ma a questo punto mi chiedo: “perché hai comprato una fotocamera cosi grande allora?”

Quello che viene fuori da queste conversazioni é che chi compra una fotocamera per la prima volta, spesso é guidato dai consigli di amici esperti, che molto probabilmente conoscono tutti gli aspetti tecnici di quella fotocamera e che, per quanto buona, non si sono posti il problema di peso e dimensioni!

Al di la della comprensione dei concetti teorici, l’unico modo per imparare a fare foto é quello di esercitarsi in modo costante, per cui avere la macchina fotografica in ogni occasione diventa importante. Se il rischio di abbandonare la fotografia dipende dalla scarsa voglia di portarsi dietro una fotocamera pesante e ingombrante, allora forse dovresti soffermarti di più su questo aspetto. Oltre che controllare dimensioni e peso sulle specifiche tecniche, vai in un negozio fisico, prendi la fotocamera in mano e verifica di persona che la possa sentire come tua e non un peso ingombrante che finirà presto in soffitta.


CONTROLLABILITÁ

Impostazioni manuali o automatiche? Questo é il dilemma (fotografico).

Spesso chi compra una macchina fotografica professionale o semi-professionale, in realtà crede di aver comprato uno strumento miracoloso che lo farà automaticamente diventare un fotografo da National Geographic. Il che suona un po’ come comprare una Stratocaster e pensare di poter diventare automaticamente il nuovo Santana. Non é impossibile, ma…

Quando si scattano delle fotografie, ci sono due aspetti che viaggiano in parallelo fra di loro: tecnica e visione artistica. Se da una parte gli aspetti tecnici possono di fatto essere parzialmente controllati automaticamente dalla macchina fotografica, dall’altra resta la parte artistica che invece non può che essere guidata dalla nostra visione personale del mondo.

Per quanto paralleli, questi aspetti non sono indipendenti fra di loro. Infatti, ad ogni scelta artistica corrisponde una tecnica da adottare dietro le quinte. Ahimé (o per fortuna) non esiste ancora una macchina fotografica cosi intelligente da poter interpretare il pensiero del fotografo e adattarsi di conseguenza. Per cui:

Acquistare una fotocamera di fascia alta non implica ottenere foto migliori!

Digital Camera Control Dial Showing Aperture, Shutter Speed, Manual and Program Generic Modes

É a questo punto infatti che diventa necessario prendere il controllo della propria fotocamere e passare alla modalità manuale, ovvero il fotografo sceglie autonomamente le impostazioni sulla fotocamera per ottenere una corretta esposizione, o più informalmente, far entrare la quantità di luce giusta.

Personalmente non vedo un motivo per cui comprare una macchina fotografica che non supporti la modalità manuale. Le ragioni principali sono:

  1. Una macchina che supporta la modalità manuale supporta sempre anche quella automatica, non viceversa

  2. Avere il pieno controllo su una foto implica decidere esattamente come la foto sarà. Particolari effetti artistici non sarebbero ottenibili altrimenti, se non per pura coincidenza

Per sapere se una fotocamera supporta questa modalità basta controllare che ci sia una ghiera dei comandi che riporti la lettera “M“.


VELOCITÀ

Fotografare per me vuol dire prendermi del tempo e mettere da parte la frenesia quotidiana. Un fotografo di sport molto probabilmente userebbe invece parole come “dinamismo“, “carica“ o “velocità”. Va da se che le foto che ne risulteranno, trasmetteranno sensazioni completamente diverse! Questo non si riflette soltanto nel tipo di fotografia e quindi nel risultato finale, ma anche nella scelta della macchina fotografica.

Se sei agli inizi, molto probabilmente non vorrai focalizzarti su un solo genere. Ma se sei appassionato di sport, oppure hai intenzione di fotografare il tuo cane che corre da tutte le parti, o hai in mente qualsiasi altra situazione in cui la velocità é determinante per la riuscita di una foto, allora é molto probabile che abbia bisogno di una fotocamera che scatti velocemente più foto in sequenza (quelle fantastiche foto che congelano l’attimo perfetto sono in realtà uno scatto riuscito su dieci totali). Questa modalità é chiamata multi-scatto o raffica e la capacità di raffica di una fotocamera é misurata in frame al secondo o fps. Considera che i fotografi professionisti che scattano ad alte velocità usano valori da 8 fps in su


QUALITÀ

Partiamo dal fatto che uno smartphone é ormai in grado di scattare foto più che buone. Questo ovviamente ha portato molte persone a utilizzarlo come la principale macchina fotografica. Tutto procede a gonfie vele fino a che non ci imbattiamo in situazioni fotografiche più complesse, dove lo smartphone mostra i suoi limiti. Ad esempio, scattando la sera. La ragione principale di questo limite é nel sensore digitale.

Senza addentrarci troppo in dettagli tecnici che andrebbero oltre gli scopi di questo articolo, il sensore é la versione digitale della vecchia pellicola fotografica. Immagina il sensore come un rettangolo costituito da tante piccole celle sensibili alla luce che, grazie ad un complesso processo interno alla fotocamera, converte la luce catturata da ciascuna cella in pixel, ovvero l’informazione elementare che costituisce la nostra immagine digitale.

Benché i principi alla base siano gli stessi, non tutti i sensori sono uguali. Quello che li rende differenti, sono alcune caratteristiche descritte qui di seguito.

FORMATO SENSORE

Prendendo come riferimento una comune pellicola fotografica, il formato esprime quanto il sensore sia più piccolo o più grande rispetto a questo. Sul mercato esistono diversi formati standard identificabili da una sigla, anche se a volte queste cambiano a seconda del produttore.

La dimensione di un sensore influisce in modo importante sul cosiddetto rumore digitale: cercando ancora una volta di mantenere il discorso semplice, per rumore digitale si intende un disturbo sulla foto che si manifesta con degli artefatti sparsi in modo casuale. Lo si può notare in modo evidente in fotografie scattate in condizioni di scarsa luce. Dimensione del sensore e rumore digitale variano in modo inversamente proporzionale. In altre parole, quanto più è piccolo il sensore, tanto più il rumore sarà presente sulla foto.

Ritornando al nostro smartphone, ti basti pensare che mentre una fotocamera professionale ha un sensore con formato full frame, ovvero la sua dimensione equivale a quella di una pellicola fotografica standard, il sensore fotografico di uno smartphone dalle prestazioni elevate è grande 1 / 2.5”, ovvero 6 volte più piccolo di una pellicola fotografica!

Formati standard dei sensori fotografici

Formati standard dei sensori fotografici

Il rumore digitale si presenta come un insieme disordinato di puntini, più evidente nelle zone scure.

Il rumore digitale si presenta come un insieme disordinato di puntini, più evidente nelle zone scure.

NUMERO DI PIXEL

Se te lo stai chiedendo, formato del sensore e dimensione dell’immagine non sono correlati fra loro. Questo perché la dimensione di un’immagine dipende esclusivamente dal numero di pixel che compongono un sensore (spesso la troverete chiamata in modo erroneo risoluzione). Questa grandezza si misura in Megapixel, ovvero milioni di pixel.

Sensori da 16 Megapixel sono già sufficienti. Valori più alti diventano necessari quando sai che vorrai ritagliare le tue foto, mantenendo quindi ancora una dimensione decente, oppure quando vuoi stampare le tue immagini su grande formato.

Molto spesso i produttori di fotocamere tendono a mettere in evidenza l’elevato numero di pixel di un sensore perché di fatto produrrà immagini più grandi. Considerare solo questo fattore però, potrebbe trarvi in inganno: a parità di numero di pixel, due sensori con un diverso formato, si comportano in modo diverso. Come detto nel paragrafo precedente infatti, il sensore con il formato più piccolo presenterà più rumore rispetto all’altro sensore, nonostante il numero di pixel sia lo stesso.

TECNOLOGIA DI COSTRUZIONE

Cito questo aspetto per completezza. Leggendo le specifiche tecniche di una macchina fotografica, ad un certo punto compariranno sigle quali CMOS o CCD. Si tratta di particolari tecnologie adottate dal costruttore per produrre un sensore. Anche se questo può influenzare la qualità finale, ti consiglio di non dargli troppo peso, stiamo parlando di differenze difficilmente percepibili anche da un occhio esperto.


FORMATO FILE

Bella questa foto! È ritoccata? - Si. - Ah, preferisco le foto non ritoccate, sono più naturali.

Se anche tu la pensi cosi, devo darti una brutta notizia: tutte le foto digitali sono ritoccate, anche quelle che hai scattato tu! Per spiegarti questo concetto, ritorniamo indietro di qualche anno, prima dell’esordio della fotografia digitale.

In quegli anni, per potersi godere le foto delle vacanze, bisognava aspettare anche diversi giorni affinché i negativi venissero sviluppati. Ed era troppo tardi quando ci accorgevamo di aver tagliato la testa dei nostri amici in tutti gli scatti!

Polaroid instant camera

Polaroid instant camera

Fortunatamente un’azienda americana chiamata Polaroid, introdusse sul mercato un nuovo tipo di pellicola, cosiddetta auto-sviluppante, che permetteva di scattare delle foto e svilupparle direttamente dalla fotocamera in meno di due minuti. Ebbe inizio cosi la fotografia istantanea.

Immagina di essere un fotografo professionista di quegli anni e di dover scegliere fra una Polaroid (o sistemi analoghi) e una fotocamera classica. Cosa sceglieresti? Molto probabilmente avrai detto istintivamente la fotocamera classica. E hai ragione: per quanto il sistema Polaroid possa essere veloce e nonostante i miglioramenti introdotti negli anni, non è mai riuscito a sostituire in campo professionale il negativo tradizionale (e probabilmente non c’erano nemmeno le intenzioni). Oltre che per questioni legate alla qualità, il motivo principale è che lo sviluppo in camera oscura permetteva al fotografo di controllare completamente il risultato finale, modificando i tempi di sviluppo e apportando altri tipi di correzioni di varia natura. Tutto questo non sarebbe possibile con una Polaroid.

Ritornando ai nostri giorni invece, qualsiasi fotocamera digitale permette di scattare delle foto che possiamo subito vedere sullo schermo integrato, azzerando di fatto il tempo di attesa per lo sviluppo del negativo. Nonostante ciò, è possibile trovare delle analogie fra le moderne fotocamere digitali e le Polaroid o le fotocamere con pellicola tradizionale.

Come probabilmente già saprai, quando scatti una foto digitale, l’immagine risultante viene salvata in una scheda di memoria sotto forma di file. Tutti i file hanno in fondo al nome un suffisso che ne identifica il formato. Di cosa si tratta? Il formato file è uno standard ben definito che serve a codificare e decodificare le informazioni memorizzate all’interno di esso. In questo modo, qualunque hardware o software che supporta tale formato, è in grado di interpretare correttamente il contenuto e renderlo fruibile ad un essere umano. Nel nostro caso queste informazioni si traducono in un’immagine.

Fra i numerosi formati per la codifica e decodifica di un’immagine, il più popolare é il formato JPEG, che é proprio il formato universalmente adottato da tutti i produttori di fotocamere digitali. Il vantaggio principale di questo formato é la dimensione contenuta del file. In altre parole, scattando foto in JPEG, potrai memorizzare sulla scheda di memoria centinaia (se non migliaia) di fotografie. Il rovescio della medaglia é che, per ottenere delle dimensioni ridotte, il formato JPEG scarta un sacco di informazioni dalle tue fotografie. Infatti il processo per ottenere un file JPEG é detto compressione con perdita di informazioni. Proprio per questo motivo la macchina fotografica, prima di buttare via queste informazioni, applica automaticamente delle correzioni alla foto che quindi sarà già nella sua versione finale, un po’ come con una Polaroid.

La versione JPEG ha un aspetto molto più gradevole perché già corretta automaticamente dalla fotocamera; la versione RAW ha bisogno di un intervento di post-produzione

Le macchine fotografiche professionali, semi-professionali e diversi modelli di fotocamere avanzate (smartphone inclusi) supportano un altro formato file, chiamato RAW, ovvero grezzo. Il nome si deve al fatto che le foto sono salvate in memoria esattamente come sono state catturate dal sensore, senza apportare alcuna modifica, esattamente come accade con le tradizionali fotocamere a pellicola. Cosi come sarebbe difficile apprezzare la bellezza di una foto guardando solo il negativo, sarebbe altrettanto difficile apprezzerebbe una foto in formato RAW. rendendo il foto-ritocco un processo obbligatorio.

Dato che questo processo ricorda la fase di sviluppo della pellicola in camera oscura, molto spesso sentirai parlare di camera chiara, proprio per mantenere l’analogia. Invece di lavorare in stanze buie o scarsamente illuminate da una particolare luce rossa (luce inattinica), avrai di fronte un computer e Photoshop, o un qualsiasi altro software di fotoritocco.

Entrambi i formati portano vantaggi e svantaggi come puoi intuire. Qui sotto puoi trovare una tabella che li riassume sinteticamente. Come al solito, non c’è una scelta universalmente corretta, ma dipende dalle tue esigenze. È importante sapere pero che tutte le fotocamere che supportano il formato RAW, supportano anche il formato JPEG, non viceversa.

  JPEG RAW COMMENTI
DIMENSIONE FILE RIDOTTA ELEVATA File di dimensioni ridotte occupano meno spazio in memoria e permettono inoltre raffiche più veloci
POST-PRODUZIONE FACOLTATIVA NECESSARIA Se non ritoccata, una foto RAW ha colori spenti, è poco nitida e mostra i difetti ottici della lente
PERDITA DI INFORMAZIONI SI NO Con più informazioni a disposizione, è possibile correggere e manipolare la foto a proprio piacimento senza ridurne la qualità finale
COMPATIBILITÀ FORMATO ALTA BASSA Il formato JPEG è compatibile con qualsiasi browser, stampante, ecc. Perciò, dopo la post-produzione, anche i file RAW sono convertiti in JPEG

CONCLUSIONI

La lista di cose da guardare quando si sceglie una macchina fotografica potrebbe continuare a lungo. Personalmente credo che si tratti di differenze poco rilevanti quando si è agli inizi. Per questo motivo credo che sia meglio fermarsi qui.

Nella tabella in basso puoi trovare le principali tipologie di fotocamere digitali esistenti. Per ognuna di loro, viene data una valutazione sulle caratteristiche riportate precedentemente. Ovviamente ci sono sempre le eccezioni: in commercio esistono ad esempio fotocamere compatte di fascia alta con caratteristiche qualitative superiori ad una reflex di fascia bassa. Per questo motivo, usa questa tabella come punto di partenza per orientarti meglio sul tipo di fotocamera di cui hai bisogno, ma guarda sempre le recensioni e le specifiche tecniche, visto che ora sai come leggerle.

TRASPORTABILITÀ CONTROLLABILITÀ VELOCITÀ QUALITÀ FORMATO FILE PREZZO
SMARTPHONE ★★★★★ ★★ ★★ JPEG $$$
COMPATTA ★★★★ ★★ JPEG $$
BRIDGE ★★★ ★★★ ★★ ★★★ JPEG $$$
DSLR (REFLEX) ★★ ★★★★★ ★★★★★ ★★★★★ RAW + JPEG $$$$$
MIRRORLESS ★★★ ★★★★ ★★★★ ★★★★ RAW + JPEG $$$$